XVII domenica T.O.; 27.07.’14

LA SAPIENZA E' LA RICCHEZZA CHE SUPERA OGNI RICCHEZZA

ricchezzaSapere come sapore

Sàpere” è il verbo latino che definisce la conoscenza, il sapere, l’insieme di nozioni o informazioni che ciascuno, secondo le proprie capacità e attitudini, cerca di far diventare proprie elaborandole, sviluppandole passando per la curiosità, la ricerca, l’interesse; sapere è inglobare conoscenze alla cui radice troviamo storia, valori, frutto della sapienza, dell’intuizione o degli errori di altri. Ma “sàpere”, nella sua radice, conserva il concetto di sapore: conoscere allora può essere inteso non solo come allargare gli orizzonti dell’intelligenza, ma anche impegnarsi a trovare il giusto sapore, la vitale sostanza, il contenuto significativo di ciò che si sta conoscendo. Solo così il sapere diventa un vero e proprio dare sapore anche a se stessi, alla propria e altrui vita. Così è della saggezza di Salomone che, nella sua giovinezza di re, si pone di fronte a Dio perché gli conceda un cuore docile, che dia giustizia al popolo e sappia distinguere il bene dal male: qual è la vera ricchezza di un uomo o di una donna se non il semplice e chiaro governo di sé? Cercare la vera sapienza significa diventare intelligenti verso se stessi e gli altri, capaci di leggere ciò che accade e profeti su ciò che potrebbe accadere: proprio qui troviamo la nostra incapacità di gestire chi siamo. Quando si mette avanti la bramosia e il potere di sé, le proprie ragioni e giustificazioni, l’altezzosità e le sole nude conoscenze, allora non sappiamo concorrere al bene di quelli che amano Dio, come dice l’apostolo Paolo; cioè non solo non si fa il bene davanti a Dio, ma nemmeno si edifica quel bene che dice il nostro stare davanti a Lui.

Più della salute è la sapienza di Gesù

Ma tra le tante domande che innalziamo a Dio, quella della salute occupa sempre il primo posto: certo, star bene significa vivere in un certo modo; ma interroghiamoci: quando stiamo bene siamo così capaci di governare noi stessi? Siamo capaci di sapienza, di scelte giuste che sanno farci vivere l’equilibrio distinguendo tra bene e male? La sapienza biblica è lo stesso Gesù: Egli è sapienza del Padre e diventare sapienti per noi significa entrare nella piena sapienza di Gesù. Ecco il significato delle parabole: cosa è più prezioso il tesoro o il campo? Il tesoro! Ma l’uomo vende quello che ha e compra il campo, non il tesoro. Cosa è più preziosa una perla che il mercante cerca disperatamente o i propri averi? La perla! Eppure il mercante vende i suoi averi e compra la perla. La sapienza di Cristo si pone come ricchezza che sta al di sopra di ogni ricchezza. Come discepoli cosa abbiamo scelto di fare? Chi ascoltare?

Le cose nuove e le cose antiche: un cuore docile

Chiedere un cuore docile significa essere già predisposti a considerare se stessi in modo differente: in ciascuno di noi risiede una storia, un tempo vissuto tra scelte, emozioni, relazioni, fatti, esperienze dove ognuno è chiamato a fare sintesi. Il vero discepolo – dice Gesù – è colui che estrare dal suo tesoro cose antiche e cose nuove. Saggio Gesù nel dire che chi lo vorrà seguire dovrà essere così: capace di una storia, ma anche impegnato in una vita spinta in avanti. Forse così Salomone, pur essendo solo un ragazzo, ha potuto governare sui saggi, scribi e farisei del suo tempo.